IL BILANCIO DELLA DEMOSCIOCRAZIA: UNA GESTIONE COMPLETAMENTE NUOVA, SENZA NUOVI PRESTITI — Italiano


Traduzione dell’articolo in francese di Jacques Rouchaud

La Francia vive a credito da decenni. Lo Stato vede i suoi cassetti pieni e vi attinge senza contare. La Demosciocrazia propone una gestione completamente diversa: quella di un’azienda ben tenuta, dove si spende solo ciò che si ha, senza alcun nuovo prestito.

1. La situazione oggi

  • Debito pubblico: 3.460 miliardi di euro a fine 2025, ossia il 115,7 % della ricchezza prodotta in un anno.
  • Deficit pubblico: 152,5 miliardi di euro nel 2025.
  • Bilancio dello Stato 2026: 452,7 miliardi di spese a fronte di circa 318 miliardi di entrate.
  • I soli interessi del debito dello Stato costano 58 miliardi di euro nel 2026, pagati con le nostre tasse.

2. Uno Stato ridotto all’essenziale

Lo Stato conserva solo la difesa e la diplomazia. I suoi ministeri, ridotti, fissano le direttive generali per tutti i territori, sotto la guida del Consiglio. Il suo bilancio rappresenterà solo una piccola frazione di quello attuale.

3. I territori gestiscono tutto il resto

Le entrate del paese, comprese quelle della Previdenza sociale, sono ridistribuite ai 352 territori, secondo la loro popolazione e la loro superficie. Le due camere fissano la regola di ripartizione. Ogni territorio gestisce il suo bilancio come una società civile o commerciale, da buon padre di famiglia: istruzione, sanità, strade, aiuti, il più vicino possibile ai bisogni degli abitanti.

4. Una Previdenza sociale mantenuta e controllata

La Previdenza sociale è mantenuta, con un controllo rigoroso per porre fine agli abusi. Gli ospedali e i dispensari sono seguiti e controllati dai territori. L’esempio del regime locale dell’Alsazia-Mosella, gestito il più vicino possibile agli assicurati e noto per i suoi conti solidi, dimostra che una gestione di prossimità funziona.

5. Regole di buona gestione

  • Nessun nuovo prestito: si spende solo ciò che si ha.
  • Rappresentanti che non costano quasi nulla: i 720 rappresentanti delle due camere conservano il loro stipendio, pagato dalla loro azienda o dal loro servizio, e solo le loro spese reali sono rimborsate dietro presentazione delle ricevute. Circa 5 milioni di euro all’anno, contro i 961 milioni dell’Assemblea nazionale e del Senato di oggi.
  • Basta con le società di consulenza scelte negli uffici: i ministri possono avvalersi di società solo su richiesta della squadra di governo e dopo una gara d’appalto organizzata dalle due camere.
  • Agenzie che dimostrano la loro utilità o scompaiono: lo Stato conta oggi 1.153 organismi pubblici nazionali.
  • Un’economia liberale in concorrenza permanente per tutto ciò che non rientra nei servizi pubblici.

6. Un’Europa che si rinnova

La Francia versa circa 28 miliardi di euro all’anno all’Unione europea. Anche l’Europa dovrà essere ridotta e rinnovarsi, senza tutti questi principi d’Europa. Il contributo della Francia sarà rinegoziato dalla diplomazia, su mandato delle due camere e del popolo.

7. Rimborsare il debito, in fretta

Ogni euro risparmiato serve a rimborsare il debito. L’obiettivo è raggiungere fino a 200 miliardi di euro di rimborso all’anno, il che permetterebbe di estinguere il debito in una quindicina d’anni, quattro volte più in fretta che con 50 miliardi all’anno. Man mano che il debito diminuisce, diminuiscono anche gli interessi, e il denaro così liberato accelera ancora di più il rimborso. Il bilancio dettagliato sarà calcolato e pubblicato con le due camere.

8. Il popolo decide

Queste proposte sono un punto di partenza. Come tutto il resto, saranno decise per referendum.

Libertà – Uguaglianza – Verità.

Grazie per i vostri commenti.

Fonti: INSEE (conti 2025), legge di bilancio 2026, rapporti del Senato sui poteri pubblici, l’onere del debito e le agenzie dello Stato (2025).

Contatto: jacques.rouchaud@me.com

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