Traduzione dell’articolo in francese di Jacques Rouchaud

Il 17 ottobre 2026 il municipio di Limoges è bruciato. Questo edificio, la cui prima pietra era stata posata nel 1879 e che era stato inaugurato il 14 luglio 1883, è stato incendiato volontariamente a margine delle manifestazioni, secondo il prefetto della Haute-Vienne. La parte storica è quasi interamente distrutta. Il campanile, emblema della città, è crollato tra le fiamme. È stata aperta un’inchiesta per distruzione in banda organizzata; 17 persone, di cui sette minorenni, sono state poste in stato di fermo.
Quel giorno, in tutta la Francia, 2 397 persone sono state fermate e 997 poliziotti e gendarmi sono stati feriti. Non è un fatto di cronaca. È il segno di un paese che si sta rovinando, pietra dopo pietra.
Distruggere ciò che generazioni hanno costruito
Un municipio, un castello, una chiesa, una scuola: sono edifici di lunga vita, costruiti e mantenuti da generazioni di francesi, pagati con il loro lavoro e le loro tasse. Appartengono a tutti. Chi li brucia non attacca un governo: attacca il popolo stesso, la sua memoria e il suo avvenire.
Gli studenti, gli agricoltori, i medici che manifestavano avevano il diritto di farlo. Il diritto di manifestare è una libertà fondamentale. Ma non giustifica mai la violenza né la distruzione. I teppisti, i black bloc e tutti coloro che si mescolano ai cortei per distruggere tutto tradiscono quelli che manifestano pacificamente e rovinano la Francia.
LFI e la responsabilità politica del caos
Il sindaco di Limoges, Guillaume Guérin, ha denunciato la presenza di due parlamentari de La France insoumise all’inizio della manifestazione. Altri eletti accusano LFI di svolgere il ruolo di «ingegnere del caos». LFI risponde che invita alla non violenza. Ma un movimento politico che, giorno dopo giorno, soffia sulle braci della rabbia e rifiuta di indicare chiaramente i teppisti porta una parte di responsabilità nel clima che conduce a simili atti.
L’entrismo dei Fratelli Musulmani
Un’altra minaccia, più silenziosa, mina la Repubblica dall’interno. Nel maggio 2025, un rapporto consegnato al governo sui Fratelli Musulmani e l’islamismo politico in Francia ha descritto la loro strategia di entrismo nelle associazioni, nello sport, nella scuola e nella vita locale, per imporre le loro regole al posto di quelle della Repubblica. Non si tratta dei musulmani di Francia, che sono nostri concittadini, ma di un’organizzazione politica che vuole dividere la nazione.
La risposta: la Demosciocrazia
Di fronte a coloro che distruggono e a coloro che dividono, la Francia ha bisogno di riprendersi. La Demosciocrazia restituisce il potere ai cittadini, nei loro territori, con il Consiglio del Territorio, la Camera del Popolo e la Camera delle Corporazioni. Un popolo che decide da sé protegge ciò che gli appartiene: i suoi municipi, i suoi monumenti, il suo patrimonio.
Solidarietà con gli abitanti di Limoges, con i dipendenti municipali e con le forze dell’ordine ferite. Siamo vicini a tutti gli altri luoghi insudiciati, saccheggiati o distrutti.
Libertà – Uguaglianza – Verità
Jacques Rouchaud
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