Traduzione dell’articolo in francese di Jacques Rouchaud
Alla Signora Presidente dell’Assemblea Nazionale:
Signora Presidente,
Mi permetta innanzitutto di farle tanto di cappello.
Ci voleva una certa faccia tosta — diciamo pure una sfrontatezza faraonica — per osare dichiarare che lei non vive «a spese dello Stato». Faraonica, sì, la parola non è scelta a caso: quando lei entra all’Assemblea Nazionale, si mette in moto tutta una cerimonia degna di un sovrano d’Egitto. Gli uscieri si inchinano, i microfoni si accendono, la sala si alza, e non mancano che i portatori d’incenso e la musica di Ramses per completare il quadro.
Eppure, in questo fasto repubblicano che lei sembra trovare del tutto naturale, sono proprio i francesi a pagare il conto.
Quelli che vivono con 1.500 euro al mese e contano i centesimi al supermercato mentre lei percepisce:
– 7.637 euro di indennità di base,
– 7.699 euro di indennità di funzione,
– 5.960 euro per le sue spese,
– 11.118 euro per i suoi assistenti,
– e 325 euro per la custodia dei figli.
In totale: 37.278 euro al mese di mezzi pubblici mobilitabili. Senza dimenticare la mutua, il treno, l’aereo, tutto gratuito, ovviamente.
Ma no, si rassicuri, lei non vive a spese dello Stato: non fa che banchettare tra i suoi tentacoli.
E poi c’è la sua famosa frase sull’eredità che “cadrebbe dal cielo”.
Ah, com’è bella questa poesia da salotto!
I francesi che hanno passato quarant’anni a rimborsare la loro casa, a risparmiare soldo dopo soldo, a pagare le tasse fino all’ultimo giorno, apprezzeranno la metafora.
Per loro niente cade dal cielo, signora — tranne a volte la pioggia — quando il tetto perde e non c’è più abbastanza per ripararlo.
Lei vive in un mondo in cui i privilegi si giustificano da soli, in cui la politica diventa un mestiere, e in cui il lavoro degli altri non è che un concetto astratto.
Ma mi creda: nel paese reale, i francesi vedono, capiscono e non dimenticano. No, Signora Braun-Pivet, lei non vive «a spese dello Stato». Lei regna su di esso — con tutto il cerimoniale, le dorature e il distacco che ne derivano.
Con i miei saluti rispettosamente disillusi: un francese che non ha mai avuto un tappeto rosso, ma che sa cos’è il merito.
Questo messaggio va condiviso, naturalmente..
Mercidevoscommentaires