Traduzione dell’articolo in francese di Jacques Rouchaud
Nuova vita in tutti i paesi del mondo
La Demosciocrazia
È un’evoluzione importante della vostra idea: l’automazione non deve uniformare gli esseri umani; deve restituire loro tempo e quindi maggiore libertà nel modo di condurre la propria esistenza.
La integrerei nella Demosciocrazia in questa forma:
Principio — Liberazione del tempo umano
La robotizzazione e l’androidizzazione hanno come finalità di liberare progressivamente l’essere umano dai lavori faticosi, ripetitivi o indispensabili alla sola soddisfazione dei bisogni materiali.
Il tempo così liberato appartiene all’essere umano.
Ognuno deve poter scegliere di approfondire le proprie conoscenze, di studiare per tutta la vita, di ricercare, di inventare, di creare e di partecipare al perfezionamento della società, dell’ambiente e delle tecnologie che servono l’umanità.
Chi desidera dedicare una parte maggiore della propria esistenza alla conoscenza e alla ricerca deve averne i mezzi. Chi aspira semplicemente a un’esistenza familiare, culturale, artistica, sportiva o contemplativa più serena deve beneficiare della stessa dignità e degli stessi diritti.
La conoscenza non crea una classe superiore. Crea una responsabilità verso gli altri.
Gli androidi e le intelligenze artificiali restano strumenti al servizio dell’umanità. L’aumento della loro produttività deve andare a beneficio dell’intera popolazione e non portare alla concentrazione delle ricchezze e del potere nelle mani di pochi.
Il progresso si misura allora non in base alla quantità di beni consumati, ma in base al miglioramento della conoscenza, della libertà, della serenità e delle condizioni di vita di tutti gli esseri umani, nei limiti delle risorse che il pianeta può fornire in modo duraturo.
E aggiungerei un’idea che corrisponde particolarmente bene alla vostra Demosciocrazia: l’erudizione non sarebbe più riservata a chi ha avuto la possibilità di studiare in gioventù. Con gran parte del lavoro materiale assunto dalle macchine, una persona potrebbe imparare a 20, 50 o 80 anni e continuare ad apportare la propria esperienza e le proprie conoscenze alla collettività.
Ciò dà progressivamente una vera filosofia di civiltà da collocare dopo i principi costituzionali fondamentali
La Demosciocrazia è un’organizzazione della società fondata sul potere del popolo, sulla conoscenza, sull’esperienza, sulla competenza, sulla responsabilità e sulla ricerca del bene comune.
Essa organizza la società a partire dalla sua base: il cittadino, le attività umane, il distretto e il territorio.
Il potere non costituisce né una professione né una proprietà.
Rappresentare la popolazione è una missione temporanea.
La gestione è affidata a persone reclutate per le loro competenze, la loro esperienza e i loro risultati.
Ogni responsabilità implica un controllo. Ogni responsabile deve rendere conto della propria azione e può essere sostituito o revocato.
La Demosciocrazia si fonda su tre principi fondamentali:
LIBERTÀ — UGUAGLIANZA — VERITÀ
ARTICOLO 1 — IL POPOLO E LA SOVRANITÀ
1.1 — Principio di sovranità
La sovranità appartiene al popolo.
Nessuna persona, famiglia, organizzazione, corporazione, impresa, potenza economica o finanziaria può appropriarsene né esercitarla durevolmente al suo posto.
La Demosciocrazia organizza il potere dalla base verso il vertice.
Il cittadino partecipa alla vita collettiva a partire dal suo distretto, prima unità di rappresentanza della popolazione.
La rappresentanza non è una professione. Costituisce una missione temporanea esercitata al servizio della collettività.
La gestione delle istituzioni è affidata a persone reclutate per le loro competenze, la loro esperienza e i loro risultati, sotto il controllo permanente dei rappresentanti del popolo e delle corporazioni.
Nessun potere è acquisito definitivamente.
Ogni responsabile deve rendere conto della propria azione e può essere sostituito o revocato secondo le regole della Demosciocrazia.
1.2 — Organizzazione generale del potere
Il paese è organizzato in:
7 040 distretti;
352 territori;
20 distretti per territorio.
Il distretto costituisce la cellula di base della rappresentanza.
Il territorio costituisce l’unità fondamentale di gestione e il principale fondamento della Demosciocrazia.
Il potere si costruisce secondo il seguente principio:
Cittadini e corporazioni
→ Distretti
→ Consigli dei Territori
→ Camera del Popolo e Camera delle Corporazioni
→ Direzione nazionale.
Le informazioni, i bisogni e le proposte risalgono dai cittadini e dalle corporazioni verso i Consigli dei Territori, poi verso le due Camere.
Gli orientamenti nazionali seguono un circuito distinto che ne permette la trasmissione e il coordinamento verso i territori.
L’autorità nazionale non deve esercitare ciò che i territori sono capaci di organizzare e gestire da sé.
Il potere viene dalla base; la gestione è affidata alla competenza; il controllo resta nelle mani del popolo e dei suoi rappresentanti.
ARTICOLO 2 — IL DISTRETTO E LA RAPPRESENTANZA
2.1 — Il distretto
Ogni territorio comprende 20 distretti.
Ogni distretto designa per estrazione a sorte:
- un rappresentante del popolo;
- un rappresentante delle corporazioni e attività.
Essi rappresentano il loro distretto nel Consiglio del Territorio.
2.2 — Durata della rappresentanza
La rappresentanza è esercitata per un anno.
Una persona che ha esercitato questa funzione non può essere designata di nuovo alla stessa funzione prima di un periodo di vent’anni.
Questa rotazione permette alla popolazione di partecipare direttamente alla vita collettiva e impedisce la formazione di una professione di rappresentante.
2.3 — Partecipazione al Consiglio
I rappresentanti partecipano ai lavori del Consiglio del Territorio, in particolare durante una seduta settimanale.
Percepiscono un’indennità corrispondente al tempo dedicato e alle spese necessarie all’esercizio della loro missione.
ARTICOLO 3 — IL CONSIGLIO DEL TERRITORIO
3.1 — Composizione
Ogni Consiglio del Territorio comprende 40 membri:
20 rappresentanti del popolo — 50 %;
20 rappresentanti delle corporazioni — 50 %.
L’uguaglianza tra queste due rappresentanze costituisce un principio fondamentale della Demosciocrazia.
3.2 — Missione
Il Consiglio raccoglie i bisogni, le proposte e le informazioni provenienti dai 20 distretti.
Determina gli orientamenti, le priorità e i bisogni del territorio.
Ne controlla la realizzazione.
Il Consiglio del Territorio costituisce:
l’occhio e la mano della Demosciocrazia nel territorio.
3.3 — Direzione professionale del territorio
Il Consiglio recluta un Direttore Generale del Territorio.
Il Direttore Generale non è un rappresentante. È un professionista reclutato per le sue competenze, la sua esperienza e la sua capacità di gestione.
Dirige i servizi del territorio e attua gli orientamenti decisi dal Consiglio.
Recluta i responsabili professionali necessari al funzionamento del territorio.
Resta in carica finché la sua azione e i suoi risultati soddisfano il Consiglio e la popolazione e finché rispetta i principi fondamentali della Demosciocrazia.
Può essere sostituito o revocato in qualsiasi momento in caso di insoddisfazione, di cattiva gestione, di colpa grave o di mancato rispetto di questi principi.
Il Consiglio rappresenta, orienta e controlla.
Il Direttore Generale dirige, gestisce ed esegue.
ARTICOLO 4 — AUTONOMIA, BILANCIO ED EQUILIBRIO DEI TERRITORI
4.1 — Autonomia
Il territorio dispone di un’ampia autonomia nell’organizzazione e nella gestione delle responsabilità che gli sono affidate.
Resta padrone dell’utilizzo dei propri mezzi nel rispetto della Costituzione e delle regole comuni del paese.
La responsabilità deve essere esercitata al livello più vicino possibile ai cittadini.
L’autorità nazionale non deve esercitare direttamente ciò che il territorio è capace di organizzare e gestire efficacemente da sé.
4.2 — Dotazione territoriale
Ogni territorio riceve annualmente una dotazione nazionale calcolata secondo una regola comune ai 352 territori.
Questa dotazione tiene conto in particolare di due elementi fondamentali:
la popolazione del territorio;
la superficie del territorio.
La popolazione permette di prendere in considerazione il numero di cittadini ai quali i servizi devono essere assicurati.
La superficie permette di prendere in considerazione le distanze, le infrastrutture, le reti, gli spostamenti e gli oneri legati all’estensione del territorio.
L’uguaglianza tra i territori non significa quindi l’attribuzione di una somma identica.
Significa l’applicazione di una stessa regola di calcolo a tutti i territori.
Le due Camere determinano ogni anno i mezzi disponibili per l’anno successivo in base alle risorse del paese.
La formula di calcolo e di ripartizione deve essere pubblica, semplice e controllabile da tutti.
4.3 — Libertà di gestione
Una volta attribuita la sua dotazione, il territorio resta padrone del suo utilizzo.
Il Consiglio del Territorio definisce le sue priorità in funzione dei bisogni espressi dai distretti, dai cittadini e dalle corporazioni.
Il Direttore Generale organizza ed esegue questa gestione sotto il controllo del Consiglio.
Il territorio riceve secondo una regola comune e gestisce secondo le sue realtà e i suoi bisogni.
4.4 — Emulazione tra i territori
La Demosciocrazia incoraggia un’emulazione positiva tra i 352 territori.
La qualità della loro gestione è valutata in particolare in base a:
- la qualità della vita;
- la soddisfazione della popolazione;
- la qualità dei servizi;
- l’efficacia della gestione;
- i risparmi realmente ottenuti;
- lo sviluppo economico e umano;
- lo stato delle infrastrutture;
- la qualità dell’ambiente.
I cinque territori che hanno ottenuto i migliori risultati ricevono l’anno successivo un premio complementare.
Questo premio ricompensa la qualità della gestione e non può essere finanziato con una diminuzione della dotazione normale degli altri territori.
La Demosciocrazia non mette in concorrenza i cittadini; mette in emulazione le qualità di gestione dei territori.
4.5 — Uguaglianza del cittadino in tutto il paese
L’autonomia territoriale non può creare disuguaglianze fondamentali tra i cittadini.
Ogni cittadino deve poter vivere, lavorare, studiare, intraprendere e spostarsi liberamente in tutto il paese, qualunque sia il suo distretto o il suo territorio d’origine.
I diritti e le libertà fondamentali sono identici in tutto il paese.
Ogni cittadino deve poter beneficiare di un livello equo di servizi essenziali, in particolare in materia di sanità, istruzione, sicurezza, giustizia, mobilità e accesso ai servizi collettivi.
La ripartizione delle risorse tra i territori deve contribuire a mantenere questo equilibrio.
Un cittadino che lascia un territorio per vivere in un altro conserva gli stessi diritti, le stesse libertà e le stesse protezioni fondamentali.
I territori sono autonomi nella loro gestione; i cittadini restano uguali in tutto il paese.
ARTICOLO 5 — LE DUE CAMERE NAZIONALI
5.1 — Costituzione
Ogni Consiglio del Territorio designa tra i suoi membri:
un rappresentante alla Camera del Popolo;
un rappresentante alla Camera delle Corporazioni e dei Servizi.
Ciascuna delle due Camere comprende quindi 352 rappresentanti.
5.2 — Camera del Popolo
La Camera del Popolo rappresenta i cittadini e i territori.
Trasmette alla direzione nazionale i bisogni, le difficoltà, le aspettative e le valutazioni provenienti dai territori.
Controlla l’azione della direzione nazionale.
5.3 — Camera delle Corporazioni e dei Servizi
La Camera delle Corporazioni e dei Servizi rappresenta i mestieri, le attività, le imprese, i servizi, i saperi, le scienze, le tecniche e le altre forze attive del paese.
Raccoglie i loro bisogni e le loro proposte e partecipa all’elaborazione delle regole necessarie al funzionamento del paese.
5.4 — Autorità comune
Le due Camere controllano insieme la direzione nazionale.
Le decisioni fondamentali che impegnano il paese richiedono la loro partecipazione comune.
Possono mantenere o revocare la direzione nazionale secondo le regole della Demosciocrazia.
ARTICOLO 6 — LA DIREZIONE NAZIONALE
6.1 — Le squadre candidate
La direzione nazionale è assicurata da una squadra di 24 persone.
Le squadre candidate sono costituite da cittadini che desiderano mettere le loro competenze al servizio del paese.
Ogni squadra presenta:
- il suo programma;
- i suoi obiettivi;
- i suoi mezzi;
- i suoi orientamenti nazionali;
- i suoi orientamenti esteri.
6.2 — Scelta da parte della popolazione
Le squadre candidate sono sottoposte al suffragio universale in un turno.
Le quattro squadre arrivate in testa vengono selezionate.
6.3 — Scelta della direzione nazionale
Le due Camere esaminano le quattro squadre e i loro programmi.
Per essere scelta, una squadra deve ottenere almeno il 75 % dei voti secondo le regole comuni alle due Camere.
La popolazione determina così le quattro possibilità principali e i rappresentanti dei territori scelgono tra queste la squadra incaricata della direzione nazionale.
6.4 — Durata, controllo e revoca
La direzione nazionale può iscrivere la propria azione in un periodo compreso tra cinque e dieci anni, al fine di disporre del tempo necessario alla realizzazione del suo programma.
Questa durata non le conferisce alcun diritto automatico alla permanenza.
La direzione nazionale resta sotto il controllo permanente delle due Camere.
Può essere revocata quando il suo programma non è rispettato, quando il suo orientamento è profondamente modificato senza accordo, quando commette una colpa grave o quando perde la fiducia necessaria.
La durata permette di costruire; i risultati e la fiducia permettono di restare.
ARTICOLO 7 — CIRCOLAZIONE DEL POTERE E DELLE INFORMAZIONI
Due circuiti complementari organizzano la Demosciocrazia.
Dalla popolazione verso la direzione nazionale
Cittadini e corporazioni
→ Distretti
→ Consigli dei Territori
→ Due Camere
→ Direzione nazionale.
Questo circuito permette alle realtà, ai bisogni, alle proposte e alle difficoltà di risalire dalla popolazione.
Dalla direzione nazionale verso i territori
Gli orientamenti necessari all’intero paese sono trasmessi ai territori da un’organizzazione di coordinamento.
I responsabili di questo coordinamento non si sostituiscono né ai Consigli dei Territori né ai Direttori Generali.
Assicurano la trasmissione, il coordinamento e il controllo delle missioni comuni al paese.
I due circuiti devono restare distinti affinché la risalita della volontà dei cittadini non sia mai confusa con la trasmissione delle decisioni della direzione nazionale.
ARTICOLO 8 — LE RESPONSABILITÀ DEL TERRITORIO
Il territorio assume direttamente le responsabilità che possono essere esercitate efficacemente al suo livello.
Organizza in particolare i servizi necessari per:
la sicurezza;
la sanità;
l’istruzione;
l’economia;
le infrastrutture;
l’ambiente;
la vita sociale;
la prevenzione;
la mobilità;
e gli altri bisogni essenziali della sua popolazione.
Il territorio adatta la propria organizzazione alle sue realtà nel rispetto dei diritti fondamentali comuni a tutti i cittadini.
Le strutture nazionali non devono sostituirsi ai territori quando questi sono capaci di esercitare efficacemente una responsabilità.
ARTICOLO 9 — GIUSTIZIA, SICUREZZA E REGOLE COMUNI
La giustizia e la sicurezza devono essere accessibili il più vicino possibile alla popolazione.
Il territorio partecipa direttamente alla loro organizzazione e dispone dei mezzi necessari al loro funzionamento.
Le libertà fondamentali, l’uguaglianza dei cittadini e i principi della Demosciocrazia restano comuni a tutto il paese.
Nessuna regola territoriale può violare questi principi.
La prossimità dà al territorio la capacità di agire; la Costituzione garantisce al cittadino l’uguaglianza dei suoi diritti ovunque nel paese.
ARTICOLO 10 — LA DIFESA COMUNE
La difesa è una responsabilità comune a tutto il paese.
Conserva tuttavia un legame permanente con i territori e le loro popolazioni.
I suoi mezzi umani e materiali sono ripartiti nei territori secondo i bisogni, pur restando coordinati a livello nazionale.
I cittadini che esercitano i mestieri della difesa fanno parte integrante delle corporazioni e possono partecipare alla loro rappresentanza secondo gli stessi principi delle altre attività.
Il coordinamento della difesa si esercita sotto il controllo delle istituzioni nazionali della Demosciocrazia.
ARTICOLO 11 — RESPONSABILITÀ, CONTROLLO E REVOCA
Ogni persona che dispone di una responsabilità deve rendere conto della propria azione.
I dirigenti professionali restano in carica finché la loro azione è positiva, i loro risultati sono soddisfacenti, conservano la fiducia necessaria e rispettano i principi fondamentali della Demosciocrazia.
L’insoddisfazione dei Consigli, delle Camere o della popolazione può comportare il riesame della loro permanenza in carica.
La colpa grave, la corruzione, l’abuso di potere o la violazione dei principi fondamentali possono comportare una revoca secondo una procedura che permetta di accertare i fatti.
Nessuna responsabilità conferisce un diritto permanente a esercitare il potere.
ARTICOLO 12 — FINALITÀ ED EVOLUZIONE DELLA DEMOSCIOCRAZIA
La Demosciocrazia pone l’organizzazione della società al servizio dell’essere umano.
Essa ricerca il miglioramento permanente:
della libertà;
dell’uguaglianza;
della qualità della vita;
della conoscenza;
della sicurezza;
della prosperità;
della giustizia;
della ricerca;
della creazione;
e della trasmissione alle generazioni future.
La ricchezza materiale costituisce un mezzo che permette di produrre, di creare e di migliorare la vita. Non costituisce la misura del valore di un essere umano.
La conoscenza, l’esperienza, il saper fare, la ricerca e la creazione costituiscono ricchezze essenziali della società.
La Demosciocrazia non può essere considerata definitivamente compiuta.
Deve evolvere grazie alle conoscenze, alle esperienze e ai progressi apportati dalle generazioni successive, pur preservando i suoi principi fondamentali.
Nessuna persona o potenza particolare può appropriarsi durevolmente della sovranità.
La finalità resta:
LIBERTÀ — UGUAGLIANZA — VERITÀ
Grazie di darmi le vostre idee affinché costruiamo insieme la demosciocrazia, e venite numerosi per cambiare questa democrazia attuale, quella dei principi della Repubblica. Grazie dei vostri pensieri e delle vostre idee
Mercidevoscommentaires