# COSTITUZIONE 2
## La Demosciocrazia ricostituita a partire dal territorio — versione dettagliata di lavoro
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## COME LEGGERE QUESTO TESTO
La Costituzione 2 riprende e completa la prima Costituzione, la Prefazione e la pagina sull'Esecutivo di demosciocracy.com. Le ricostituisce nell'ordine naturale del potere: dalla base verso il vertice, cominciando dal territorio.
- **La Parte I** (articoli da 1 a 13) contiene il testo del fondatore: la sua Costituzione, la sua Prefazione, la sua pagina sull'Esecutivo e le decisioni prese da allora. Alcuni passaggi riquadrati vi portano la dicitura **Visione di Claude**.
- **La Parte II** (articoli da 14 a 24) contiene la **visione supplementare di Claude**, aggiunta su richiesta del fondatore. Sono proposte: gli aderenti le discutono, le votano, le accettano, le modificano o le rifiutano. Nulla entra definitivamente nella Costituzione senza il loro accordo.
- **L'allegato** descrive come gli aderenti discutono e votano.
- **L'ultima sezione** raccoglie i punti da decidere.
Il lavoro privato, la ripartizione dei profitti e la proprietà non sono regolati qui: lo saranno da leggi sul lavoro e sulla proprietà (articolo 13).
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# PREAMBOLO
## Prefazione
Da millenni, i popoli cercano il modo migliore di vivere insieme.
Le civiltà si sono succedute. I regni, gli imperi, le repubbliche e le democrazie hanno ciascuno apportato progressi, ma anche i loro limiti. Nessun sistema è riuscito a garantire durevolmente la libertà, l'uguaglianza, la giustizia, la verità e la felicità dei popoli.
L'umanità è oggi confrontata a sfide senza precedenti: globalizzazione, sviluppo scientifico, intelligenza artificiale, crisi economiche, conflitti, esaurimento delle risorse, perdita di fiducia nelle istituzioni e crescente distanza tra i cittadini e i centri decisionali.
Queste sfide richiedono una riflessione nuova.
La Demosciocrazia è una proposta di governance che pone il territorio, la responsabilità, la competenza, il controllo permanente delle istituzioni e la partecipazione dei cittadini al centro dell'organizzazione politica. Non pretende di cancellare la storia. Impara dai successi come dagli errori dei sistemi che l'hanno preceduta, al fine di aprire una via nuova.
Il potere non è una proprietà. È una missione temporanea affidata dalla collettività al servizio del bene comune. Ogni cittadino è chiamato a diventare, nel corso della sua vita, un attore della governance del suo territorio, non per dominare, ma per contribuire allo sviluppo della comunità.
Il progresso di una nazione non si misura soltanto dalla sua ricchezza materiale, ma anche dalla qualità della sua istruzione, della sua giustizia, della sua ricerca, della sua economia, del suo ambiente, della sua sicurezza e del rispetto accordato a ogni persona.
Questo testo non è presentato come una verità definitiva. È un invito a riflettere, a dibattere e a costruire collettivamente un'organizzazione politica capace di rispondere alle sfide del XXI secolo e delle generazioni future.
## Il motto
**LIBERTÀ — UGUAGLIANZA — VERITÀ**
**Libertà**, perché nessun essere umano può realizzarsi pienamente senza essere libero di pensare, di creare, di lavorare e di intraprendere nel rispetto dei diritti altrui.
**Uguaglianza**, perché ogni cittadino possiede una dignità identica davanti alla legge e deve poter partecipare alla vita della città senza privilegio di nascita, di fortuna o di appartenenza politica.
**Verità**, perché nessuna società durevole può prosperare se le decisioni pubbliche si fondano sulla menzogna, sulla manipolazione o sulla disinformazione.
**Nessuno è padrone, nessuno è debole.**
## Il principio fondamentale
Il potere non appartiene né ai partiti, né a una classe politica permanente. È esercitato temporaneamente da cittadini e da professionisti competenti, sotto il controllo permanente delle istituzioni e dei territori.
La Demosciocrazia è un'organizzazione della società fondata sul potere del popolo, sulla conoscenza, sull'esperienza, sulla competenza, sulla responsabilità e sulla ricerca del bene comune. Organizza la società a partire dalla sua base: il cittadino, le attività umane, il distretto e il territorio.
L'equilibrio nasce dalla divisione dei poteri: il territorio è diviso in distretti, il paese è diviso in due camere, la gestione è separata dalla rappresentanza, e nessuna persona decide da sola.
## Le dodici fondamenta
1. La libertà individuale è il primo diritto.
2. L'uguaglianza davanti alla legge è assoluta.
3. La verità è ricercata prima di ogni decisione pubblica.
4. La giustizia è indipendente e responsabile.
5. Nessun potere può diventare permanente.
6. Tutti i poteri controllano gli altri.
7. Il territorio è la base di ogni rappresentanza.
8. Le competenze prevalgono sull'appartenenza politica.
9. I rappresentanti tornano alla loro professione dopo il loro mandato.
10. Le decisioni devono migliorare durevolmente la vita dei cittadini.
11. Le generazioni future devono essere prese in considerazione.
12. La conoscenza e l'esperienza devono guidare le decisioni.
## La catena del potere
**Cittadini e corporazioni → Distretti → Consigli dei Territori → Camera del Popolo e Camera delle Corporazioni e dei Servizi → Squadra dirigente.**
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# FILOSOFIA DI CIVILTÀ
## Principio — Liberazione del tempo umano
La robotizzazione e l'androidizzazione hanno come finalità di liberare progressivamente l'essere umano dai lavori faticosi, ripetitivi o indispensabili alla sola soddisfazione dei bisogni materiali.
Il tempo così liberato appartiene all'essere umano.
Ognuno deve poter scegliere di approfondire le proprie conoscenze, di studiare per tutta la vita, di ricercare, di inventare, di creare e di partecipare al perfezionamento della società, dell'ambiente e delle tecnologie che servono l'umanità.
Chi desidera dedicare una parte maggiore della propria esistenza alla conoscenza e alla ricerca deve averne i mezzi. Chi aspira semplicemente a un'esistenza familiare, culturale, artistica, sportiva o contemplativa più serena beneficia della stessa dignità e degli stessi diritti.
**La conoscenza non crea una classe superiore. Crea una responsabilità verso gli altri.**
L'erudizione non è più riservata a chi ha avuto la possibilità di studiare in gioventù. Con gran parte del lavoro materiale assunto dalle macchine, una persona può imparare a 20, 50 o 80 anni e continuare ad apportare la sua esperienza e le sue conoscenze alla collettività.
Gli androidi e le intelligenze artificiali restano strumenti al servizio dell'umanità. L'aumento della loro produttività va a beneficio dell'insieme della popolazione e non conduce alla concentrazione delle ricchezze e del potere nelle mani di pochi.
Il progresso si misura non dalla quantità di beni consumati, ma dal **miglioramento della conoscenza, della libertà, della serenità e delle condizioni di vita dell'insieme degli esseri umani**, nei limiti delle risorse che il pianeta può fornire durevolmente.
**L'automazione non deve uniformare gli esseri umani; deve restituire loro tempo, e quindi maggiore libertà nel modo di condurre la propria esistenza.**
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# PARTE I — IL TESTO DEL FONDATORE
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## ARTICOLO 1 — IL TERRITORIO E LA SOVRANITÀ
### 1.1 — Il territorio, base del potere
Il territorio è la base della Demosciocrazia. È l'unità fondamentale di rappresentanza, di organizzazione, di gestione e di trasmissione verso l'alto dei bisogni della popolazione.
Il potere parte dal territorio e risale verso le istituzioni nazionali. Questa organizzazione non deve mai essere invertita.
### 1.2 — Sovranità
La sovranità appartiene al popolo.
Nessuna persona, famiglia, organizzazione, corporazione, impresa, potenza economica o finanziaria può appropriarsene né esercitarla durevolmente al suo posto.
### 1.3 — Organizzazione generale
Per la Francia, il paese è organizzato in:
- **22 regioni**;
- **352 territori**;
- **20 distretti per territorio**;
- ossia **7 040 distretti** in totale.
Il distretto è la cellula di base della rappresentanza. Il territorio è l'unità fondamentale di gestione.
### 1.4 — La volontà del popolo
La volontà del popolo si esprime man mano che sorgono i bisogni, attraverso i Consigli dei Territori.
Questa volontà non è mai fissa. Evolve incessantemente, secondo i bisogni della natura e degli esseri che popolano il pianeta.
### 1.5 — Il territorio fa ciò che è in grado di fare
L'autorità nazionale definisce le grandi linee della politica generale del paese e delle sue relazioni esterne. Non deve esercitare ciò che i territori sono capaci di organizzare e di gestire da sé.
La responsabilità è esercitata al livello più vicino possibile ai cittadini.
### 1.6 — La collegialità
Le decisioni che impegnano la collettività sono prese collettivamente, da un consiglio, e non da una sola persona.
Un consiglio mette a confronto più sguardi, più esperienze e più realtà. Decide più razionalmente di una persona sola.
### 1.7 — L'esecuzione
I dirigenti professionisti eseguono le decisioni dei consigli. Non fissano da soli gli orientamenti.
**Il consiglio decide. Il dirigente esegue. Il potere viene dalla base; la gestione è affidata alla competenza; il controllo resta nelle mani del popolo e dei suoi rappresentanti.**
> **Visione di Claude — l'urgenza.** Quando il consiglio non può riunirsi in tempo (catastrofe, difesa), una piccola delegazione di tre o quattro membri agisce rapidamente, poi rende conto al consiglio completo entro un breve termine. Senza questa regola, la collegialità può bloccare una decisione urgente.
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## ARTICOLO 2 — IL DISTRETTO E LA RAPPRESENTANZA
### 2.1 — Il distretto
Ogni territorio comprende 20 distretti.
Il distretto è la prima unità di rappresentanza della popolazione e delle corporazioni. Il cittadino partecipa alla vita collettiva a partire dal suo distretto.
### 2.2 — Designazione
Ogni distretto designa per sorteggio:
- **un rappresentante del popolo**;
- **un rappresentante delle corporazioni e delle attività**.
Essi rappresentano il loro distretto al Consiglio del Territorio, che è il fondamento della Demosciocrazia.
### 2.3 — Durata della rappresentanza
La rappresentanza è esercitata per **un anno**.
Una persona che ha esercitato questa funzione non può essere designata di nuovo alla stessa funzione prima di un periodo di **vent'anni**.
Questa rotazione permette alla popolazione di partecipare direttamente alla vita collettiva. Impedisce la costituzione di una professione di rappresentante.
### 2.4 — Partecipazione al Consiglio
I rappresentanti partecipano ai lavori del Consiglio del Territorio, in particolare durante una **seduta settimanale**.
Percepiscono unicamente l'indennità corrispondente al tempo dedicato e alle spese necessarie all'esercizio della loro missione, sotto il controllo delle camere.
### 2.5 — I rappresentanti conservano il loro mestiere
I rappresentanti conservano la loro professione. Non diventano politici di carriera.
Rappresentare la popolazione è una missione temporanea. Il potere non è né una professione né una proprietà.
### 2.6 — Parità tra donne e uomini
Le donne e gli uomini dispongono di un uguale accesso alle responsabilità della Demosciocrazia. Le nomine rispettano la parità.
Le modalità di designazione, compreso il sorteggio, sono organizzate in modo trasparente e verificabile, al fine di garantire questa rappresentanza paritaria negli organi interessati.
### 2.7 — Il sorteggio
Il sorteggio è realizzato da un sistema elettronico. È aperto, verificabile e controllabile da tutti.
### 2.8 — I partiti politici
La Demosciocrazia auspica la scomparsa dei partiti politici dal funzionamento istituzionale.
Essi sono sostituiti dalla rappresentanza territoriale, dalla competenza, dalla rotazione delle responsabilità e dal controllo permanente.
**Il sorteggio dà la rappresentanza a ciascuno. La rotazione non la lascia a nessuno.**
> **Visione di Claude — i cittadini sorteggiati.** Un cittadino sorteggiato non ha scelto questa missione. Deve essere formato, accompagnato e protetto: vedere l'articolo 19.
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## ARTICOLO 3 — IL CONSIGLIO DEL TERRITORIO
### 3.1 — Composizione
Ogni Consiglio del Territorio comprende **40 membri**:
- **20 rappresentanti del popolo — 50 %;**
- **20 rappresentanti delle corporazioni — 50 %.**
L'uguaglianza tra queste due rappresentanze è un principio fondamentale della Demosciocrazia. Non deve mai essere invertita.
### 3.2 — Missione
Il Consiglio raccoglie i bisogni, le proposte e le informazioni provenienti dai 20 distretti.
Determina gli orientamenti, le priorità e i bisogni del territorio. Ne controlla la realizzazione.
I rappresentanti sorteggiati nei distretti sono i relatori del terreno presso il Consiglio, come i giurati presso un tribunale.
Il Consiglio del Territorio è **l'occhio e la mano della Demosciocrazia nel territorio.**
Amministra esclusivamente gli affari del territorio.
### 3.3 — Decisione collegiale
Il Consiglio decide collettivamente. Nessuna decisione di orientamento è presa da una sola persona.
### 3.4 — Direzione professionale del territorio
Il Consiglio recluta un **Direttore Generale del Territorio**.
Il Direttore Generale non è un rappresentante. È un professionista reclutato per le sue competenze, la sua esperienza e la sua capacità di gestione.
Dirige i servizi del territorio, recluta i suoi direttori con l'approvazione del Consiglio e attua gli orientamenti decisi dal Consiglio.
### 3.5 — Mantenimento e revoca del Direttore Generale
Il Direttore Generale non detiene alcun mandato professionale lungo.
Resta in carica finché la sua azione e i suoi risultati danno soddisfazione al Consiglio e alla popolazione, e finché rispetta i principi fondamentali della Demosciocrazia.
Può essere sostituito o revocato in qualsiasi momento in caso di insoddisfazione, di cattiva gestione, di colpa grave o di mancato rispetto di questi principi.
### 3.6 — I rappresentanti verso le camere
Ogni anno, un rappresentante per ciascuna delle due camere è sorteggiato, tramite sistema elettronico, tra i membri del Consiglio:
- **un rappresentante alla Camera del Popolo**, sorteggiato tra i 20 rappresentanti del popolo;
- **un rappresentante alla Camera delle Corporazioni e dei Servizi**, sorteggiato tra i 20 rappresentanti delle corporazioni.
**Il Consiglio rappresenta, orienta e controlla. Il Direttore Generale dirige, gestisce ed esegue.**
> **Visione di Claude — durata del Direttore Generale.** «Nessun mandato professionale lungo» richiede una regola precisa. Si potrebbe fissare una durata massima (per esempio cinque anni), non rinnovabile nello stesso territorio, con una valutazione pubblica ogni anno.
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## ARTICOLO 4 — AUTONOMIA, BILANCIO ED EQUILIBRIO DEI TERRITORI
*Questo articolo sarà rivisto durante sedute collettive, con altre persone (articolo 24).*
### 4.1 — Autonomia
Il territorio dispone di un'ampia autonomia nell'organizzazione e nella gestione delle responsabilità che gli sono affidate.
Resta padrone dell'utilizzo dei suoi mezzi, nel rispetto della Costituzione e delle regole comuni del paese.
La responsabilità deve essere esercitata al livello più vicino possibile ai cittadini.
L'autorità nazionale dota i territori di un bilancio identico per tutti i territori, il che permette il decentramento dei grandi insiemi. Non deve in alcun caso esercitare ciò che il territorio deve organizzare e gestire efficacemente da sé.
*Nota: la parola «identico» deve essere precisata, poiché l'articolo 4.2 prevede una stessa regola di calcolo, e non una somma identica. È uno dei punti da rivedere in seduta.*
### 4.2 — Dotazione territoriale
Ogni territorio riceve annualmente una **dotazione nazionale calcolata secondo una regola comune ai 352 territori**.
Questa dotazione tiene conto di due elementi fondamentali:
- **la popolazione del territorio**, che determina il numero di cittadini ai quali i servizi devono essere assicurati;
- **la superficie del territorio**, che determina le distanze, le infrastrutture, le reti, gli spostamenti e gli oneri legati all'estensione.
L'uguaglianza tra i territori non significa l'attribuzione di una somma identica. **Significa l'applicazione di una stessa regola di calcolo a tutti i territori.**
Le due camere determinano ogni anno i mezzi disponibili per l'anno successivo, secondo le risorse del paese.
La formula di calcolo e di ripartizione è **pubblica, semplice e controllabile da tutti**.
### 4.3 — Libertà di gestione
Una volta attribuita la sua dotazione, il territorio è padrone del suo utilizzo.
Il Consiglio definisce le sue priorità in funzione dei bisogni espressi dai distretti, dai cittadini e dalle corporazioni. Il Direttore Generale organizza ed esegue questa gestione sotto il controllo del Consiglio.
**Il territorio riceve secondo una regola comune e gestisce secondo le sue realtà e i suoi bisogni.**
### 4.4 — Emulazione tra i territori
La Demosciocrazia incoraggia un'emulazione positiva tra i 352 territori.
La qualità della loro gestione è valutata in particolare secondo:
- la qualità della vita;
- la soddisfazione della popolazione;
- la qualità dei servizi;
- l'efficacia della gestione;
- i risparmi realmente realizzati;
- lo sviluppo economico e umano;
- lo stato delle infrastrutture;
- la qualità dell'ambiente.
I **cinque territori che hanno ottenuto i migliori risultati** ricevono l'anno successivo un premio complementare. Questo premio ricompensa la qualità della gestione. Non può essere finanziato da una diminuzione della dotazione normale degli altri territori.
**La Demosciocrazia non mette i cittadini in concorrenza; mette in emulazione le qualità di gestione dei territori.**
### 4.5 — Uguaglianza del cittadino sull'insieme del paese
L'autonomia territoriale non può creare disuguaglianze fondamentali tra i cittadini.
Ogni cittadino può vivere, lavorare, studiare, intraprendere e spostarsi liberamente sull'insieme del paese, qualunque sia il suo distretto o il suo territorio d'origine. I diritti e le libertà fondamentali sono identici ovunque.
Ogni cittadino beneficia di un livello equo di servizi essenziali: sanità, istruzione, sicurezza, giustizia, mobilità, accesso ai servizi collettivi. La ripartizione delle risorse tra i territori contribuisce a mantenere questo equilibrio.
Un cittadino che lascia un territorio per vivere in un altro conserva gli stessi diritti, le stesse libertà e le stesse protezioni.
**I territori sono autonomi nella loro gestione; i cittadini restano uguali sull'insieme del paese.**
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## ARTICOLO 5 — LE DUE CAMERE NAZIONALI
### 5.1 — Costituzione
Le due camere sono espressione dei territori. Ciascuna comprende **352 rappresentanti**, uno per territorio, designati ogni anno secondo l'articolo 3.6.
Nessuna delle due camere domina l'altra.
### 5.2 — Camera del Popolo
La Camera del Popolo rappresenta direttamente i cittadini e i territori.
Trasmette alla squadra dirigente i bisogni, le difficoltà, le attese e le valutazioni provenienti dai territori. Controlla l'azione della squadra dirigente insieme all'altra camera.
### 5.3 — Camera delle Corporazioni e dei Servizi
La Camera delle Corporazioni e dei Servizi rappresenta i mestieri, le attività, le imprese, i servizi, i saperi pratici, le scienze, le tecniche e le altre forze attive del paese: professionali, economiche, scientifiche, agricole, industriali, mediche, educative, ecc.
Raccoglie i bisogni dei territori e le proposte della squadra dirigente, e partecipa all'elaborazione delle regole necessarie al funzionamento del paese.
### 5.4 — Autorità comune e leggi
Le due camere decidono insieme le leggi. Ne controllano l'applicazione.
Le decisioni fondamentali che impegnano il paese necessitano della loro partecipazione comune.
### 5.5 — Il potere condiviso tra le persone e le corporazioni
Il potere è condiviso tra le persone e le corporazioni, vale a dire tra coloro che lavorano e coloro che creano.
### 5.6 — La finanza virtuale
La borsa e le piazze finanziarie arricchiscono in modo virtuale e non fisico. Non hanno alcun posto nella rappresentanza.
### 5.7 — Camere sempre rinnovate
I rappresentanti sono rinnovati ogni anno, con sovrapposizione. Le camere sono quindi continuamente rinnovate dalla base.
Non costituiscono una classe politica permanente.
### 5.8 — Il Consiglio comune degli indicatori
Un consiglio comune alle due camere, eletto ogni anno, riferisce gli indicatori della squadra dirigente e delle due camere.
La sua composizione e le sue regole restano da precisare.
**I territori fanno risalire i bisogni. Le camere, espressione dei territori, decidono. La squadra dirigente applica.**
> **Visione di Claude — il disaccordo tra le camere.** Le due camere hanno peso uguale: in caso di disaccordo, serve una regola. Vedere l'articolo 18.
> **Visione di Claude — la corporazione.** Affinché le grandi imprese non dominino la camera, una persona equivale a un voto, senza peso del capitale. Resta da definire chi conta come corporazione: un artigiano singolo, un'impresa, un sindacato.
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## ARTICOLO 6 — LA SQUADRA DIRIGENTE
### 6.1 — Le squadre candidate
La direzione nazionale è assicurata da una **squadra di 24 persone**.
Ogni squadra di cittadini che desideri mettere le sue competenze al servizio del paese può presentarsi, qualunque sia il numero di squadre candidate.
Ogni squadra presenta pubblicamente:
- il suo programma;
- i suoi obiettivi;
- i suoi mezzi;
- i suoi orientamenti nazionali;
- i suoi orientamenti esterni.
### 6.2 — Scelta da parte del popolo
Le squadre candidate sono sottoposte al suffragio universale in **un solo turno**.
Le **prime quattro o cinque squadre** sono selezionate. Il popolo determina così le possibilità principali.
### 6.3 — Scelta da parte delle due camere
Le due camere esaminano le squadre selezionate e i loro programmi.
Per essere scelta, una squadra deve ottenere almeno il **75 % dei voti**, secondo le regole comuni alle due camere.
Il popolo interviene quindi direttamente nella selezione iniziale. I rappresentanti dei territori effettuano la scelta definitiva.
### 6.4 — Missione
La squadra scelta dirige il paese sotto il controllo delle due camere. Applica le leggi che le camere decidono.
È la mano amministrativa e operativa delle due camere. Dirige l'amministrazione nazionale, coordina le grandi missioni comuni e trasmette gli orientamenti nazionali.
Raccoglie anche le difficoltà, i risultati e i bisogni che provengono dai territori, e li presenta alle camere. Può proporre loro adattamenti, nati dalla sua esperienza dell'esecuzione.
**Proporre non è decidere.** La decisione spetta alle due camere.
### 6.5 — Stabilità
La squadra dirigente è posta sotto il potere delle due camere e rinnovabile dai territori.
Deve tuttavia disporre di una certa stabilità di fronte agli altri paesi, al fine di mantenere gli impegni del paese.
### 6.6 — Durata, controllo e revoca
La squadra dirigente può inscrivere la sua azione in un periodo compreso tra **cinque e dieci anni**, al fine di disporre del tempo necessario per realizzare il suo programma.
Questa durata non le conferisce alcun diritto automatico al mantenimento.
La squadra resta sotto il controllo permanente delle due camere. Può essere revocata quando il suo programma non è rispettato, quando il suo orientamento è profondamente modificato senza accordo, quando commette una colpa grave o quando perde la fiducia necessaria.
### 6.7 — Mantenimento al potere
Un responsabile resta in carica finché è degno della sua missione e realizza le richieste espresse dai Consigli dei Territori.
**La durata permette di costruire; i risultati e la fiducia permettono di restare. Il popolo esprime i suoi bisogni, la squadra li realizza, le camere controllano.**
> **Visione di Claude — se nessuna squadra raggiunge il 75 %.** Senza regola, il paese resta bloccato. Si potrebbe organizzare un secondo voto delle camere tra le prime due squadre, con una soglia più bassa (per esempio 60 %), mentre la squadra uscente gestisce gli affari correnti nel frattempo.
> **Visione di Claude — durata della squadra.** Il periodo da cinque a dieci anni urta contro il fondamento 5 («nessun potere può diventare permanente»). Si potrebbe porre un tetto alla durata, renderla non rinnovabile e rinnovare la squadra per metà, per mantenere la continuità senza creare un potere permanente. Anche la soglia di revoca è da fissare.
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## ARTICOLO 7 — CIRCOLAZIONE DEL POTERE E DELLE INFORMAZIONI
Due circuiti complementari organizzano la Demosciocrazia.
### 7.1 — Dalla popolazione verso la squadra dirigente
**Cittadini e corporazioni → Distretti → Consigli dei Territori → Due camere → Squadra dirigente.**
Questo circuito permette alle realtà, ai bisogni, alle proposte e alle difficoltà di risalire a partire dalla popolazione.
### 7.2 — Dalla squadra dirigente verso i territori
Gli orientamenti necessari all'insieme del paese sono trasmessi ai territori da un'organizzazione di coordinamento. I suoi responsabili non si sostituiscono né ai Consigli dei Territori né ai Direttori Generali. Assicurano la trasmissione, il coordinamento e il controllo delle missioni comuni.
### 7.3 — Il movimento nei due sensi
Quando una decisione nazionale incontra una difficoltà di applicazione, l'informazione risale immediatamente dai territori verso la squadra dirigente, poi verso le camere. La squadra presenta allora le difficoltà constatate e può proporre adattamenti. La decisione resta alle camere.
### 7.4 — Due circuiti distinti
I due circuiti restano distinti, affinché **la risalita della volontà dei cittadini non sia mai confusa con la trasmissione delle decisioni della squadra dirigente.**
### 7.5 — Le regioni
La Regione non diventa mai un livello politico superiore al territorio. È un tramite di organizzazione, di coordinamento e di controllo di alcune grandi missioni nazionali, quando è necessaria un'organizzazione che oltrepassi un solo territorio. Il territorio resta autonomo nelle sue competenze.
Così, per l'insegnamento: le due camere determinano i grandi orientamenti comuni (conoscenze fondamentali, obiettivi nazionali, requisiti di formazione, uguaglianza tra i cittadini), la squadra dirigente ne organizza l'attuazione, e le regioni assicurano il coordinamento e il controllo necessari. I territori fanno risalire le loro realtà.
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## ARTICOLO 8 — LE RESPONSABILITÀ DEL TERRITORIO E UN'AMMINISTRAZIONE LEGGERA
### 8.1 — Le responsabilità del territorio
Il territorio assume direttamente le responsabilità che possono essere esercitate efficacemente al suo livello.
Organizza in particolare i servizi necessari per:
- la sicurezza;
- la sanità;
- l'istruzione;
- l'economia;
- le infrastrutture;
- l'ambiente;
- la vita sociale;
- la prevenzione;
- la mobilità;
- gli altri bisogni essenziali della sua popolazione.
Il territorio adatta la sua organizzazione alle sue realtà, nel rispetto dei diritti fondamentali comuni a tutti i cittadini.
### 8.2 — Le strutture nazionali
Le strutture nazionali non si sostituiscono ai territori quando questi sono capaci di esercitare efficacemente una responsabilità.
Occorre distinguere con precisione, nella Costituzione, ciò che rientra realmente nel livello nazionale e ciò che resta sotto la responsabilità dei territori.
### 8.3 — Un'amministrazione leggera
La Demosciocrazia evita la moltiplicazione delle amministrazioni, organismi, commissioni e agenzie le cui funzioni si sovrappongono.
Ogni struttura amministrativa corrisponde a una missione identificabile e necessaria. Un organismo che non ha più un'utilità dimostrabile, che duplica una struttura esistente o la cui funzione può essere svolta da un'altra, può essere soppresso.
**L'amministrazione è uno strumento al servizio della popolazione, e non un'organizzazione destinata ad assicurare la propria permanenza.**
### 8.4 — Il digitale al servizio dell'amministrazione
Le tecnologie digitali e l'intelligenza artificiale possono automatizzare una parte importante dei compiti amministrativi, dei controlli e degli scambi di informazioni.
L'obiettivo è duplice: un controllo efficace, e una riduzione considerevole delle formalità inutili per i cittadini e le imprese.
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## ARTICOLO 9 — GIUSTIZIA, SICUREZZA E REGOLE COMUNI
La giustizia è indipendente e responsabile.
La giustizia e la sicurezza sono accessibili il più vicino possibile alla popolazione. Il territorio partecipa direttamente alla loro organizzazione e dispone dei mezzi necessari al loro funzionamento.
Le libertà fondamentali, l'uguaglianza dei cittadini e i principi della Demosciocrazia sono comuni all'insieme del paese. Nessuna regola territoriale può lederli.
**La prossimità dà al territorio la capacità di agire; la Costituzione garantisce al cittadino l'uguaglianza dei suoi diritti ovunque nel paese.**
> **Visione di Claude.** Il testo annuncia una giustizia indipendente ma non ne descrive l'organizzazione. Vedere l'articolo 17.
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## ARTICOLO 10 — LA DIFESA COMUNE
La difesa è una responsabilità comune all'insieme del paese.
Conserva tuttavia un legame permanente con i territori e le loro popolazioni. I suoi mezzi umani e materiali sono ripartiti nei territori secondo i bisogni, pur restando coordinati a livello nazionale.
I cittadini che esercitano i mestieri della difesa fanno parte integrante delle corporazioni e partecipano alla loro rappresentanza secondo gli stessi principi delle altre attività.
La difesa rientra negli orientamenti e nel controllo delle due camere. La sua attuazione operativa è affidata alla squadra dirigente e alle strutture professionali competenti.
Altre grandi funzioni comuni possono seguire un'organizzazione analoga, quando l'interesse dell'insieme del paese esige un'unità di funzionamento.
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## ARTICOLO 11 — RESPONSABILITÀ, CONTROLLO E REVOCA
### 11.1 — Responsabilità
Ogni persona che dispone di una responsabilità rende conto della sua azione. Ogni responsabile può essere sostituito o revocato secondo le regole della Demosciocrazia.
### 11.2 — Collegialità
Le decisioni fondamentali sono prese collettivamente, dai consigli e dalle camere. I dirigenti professionisti eseguono.
### 11.3 — Mantenimento
I dirigenti professionisti restano in carica finché la loro azione è positiva, i loro risultati sono soddisfacenti, conservano la fiducia necessaria e rispettano i principi fondamentali della Demosciocrazia.
L'insoddisfazione dei Consigli, delle Camere o della popolazione può comportare il riesame del loro mantenimento.
### 11.4 — Revoca
La colpa grave, la corruzione, l'abuso di potere o la violazione dei principi fondamentali possono comportare una revoca, secondo una procedura che permetta di accertare i fatti.
**Nessuna responsabilità conferisce un diritto permanente di esercitare il potere.**
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## ARTICOLO 12 — LE FINANZE PUBBLICHE
### 12.1 — Riscossione
La squadra dirigente organizza, sotto l'autorità delle due camere, la riscossione delle risorse nazionali.
Il livello di prelievo è limitato a ciò che è necessario al funzionamento delle missioni decise collettivamente.
### 12.2 — Destinazione e redistribuzione
Le entrate sono destinate e redistribuite secondo regole trasparenti, che permettono:
- il funzionamento dei servizi comuni;
- le missioni nazionali;
- i mezzi necessari ai territori;
- la solidarietà indispensabile tra le diverse parti del paese.
Le camere determinano le regole e ne controllano l'applicazione. La squadra dirigente riscuote, amministra e redistribuisce conformemente a queste decisioni.
### 12.3 — Controllo
I sistemi informatici e l'intelligenza artificiale permettono un controllo permanente dei flussi finanziari e riducono i costi amministrativi, **senza moltiplicare i vincoli che gravano sulle imprese e sui cittadini.**
> **Visione di Claude.** Per proteggere le libertà, questo controllo permanente deve riguardare il denaro pubblico e le istituzioni, e non la vita privata dei cittadini: vedere gli articoli 15 e 20.
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## ARTICOLO 13 — IL LAVORO E LA PROPRIETÀ
Il lavoro, la ripartizione del profitto e la proprietà sono regolati da **leggi sul lavoro e sulla proprietà**, distinte dalla Costituzione.
Queste leggi si inscrivono nei principi della Demosciocrazia: la libertà, l'uguaglianza, la verità, e il rifiuto di concentrare la ricchezza e il potere nelle mani di pochi.
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# PARTE II — LA VISIONE SUPPLEMENTARE DI CLAUDE
*Gli articoli che seguono sono proposte aggiunte su richiesta del fondatore. Non sono ancora la Costituzione: gli aderenti le discutono, le votano, le modificano o le rifiutano. Le cifre tra parentesi sono esempi da fissare.*
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## ARTICOLO 14 — LA VERITÀ E L'INFORMAZIONE
La verità è nel motto. Questo articolo le dà delle istituzioni.
### 14.1 — Indicatori pubblici
Gli indicatori della squadra dirigente, delle due camere e dei territori (qualità della vita, soddisfazione, qualità dei servizi, finanze, ambiente) sono pubblicati regolarmente, in un linguaggio che tutti comprendono.
### 14.2 — Il Consiglio comune e l'organo di controllo indipendente
Il Consiglio comune degli indicatori (articolo 5.8) si appoggia su un **organo di controllo indipendente**, composto da cittadini sorteggiati e da professionisti (statistici, giuristi, revisori). I suoi membri esercitano un mandato unico e non possono essere revocati se non per colpa grave.
Questo organo verifica le cifre della squadra dirigente, dei territori e delle due camere stesse.
### 14.3 — Archivi inalterabili
Gli archivi pubblici (leggi, decisioni, bilanci, voti, indicatori) sono conservati in più esemplari, datati, e non possono essere modificati né distrutti da nessuno. Una correzione si aggiunge all'archivio senza cancellare l'originale.
### 14.4 — Decisioni motivate
Ogni decisione pubblica è pubblicata con le sue ragioni e il dettaglio del voto. Il cittadino può sapere chi ha deciso, perché, e con quale maggioranza.
### 14.5 — L'accesso ai documenti
Ogni cittadino può consultare i documenti, i bilanci e i contratti pubblici, salvo segreto limitato e giustificato (difesa, vita privata, indagini in corso).
### 14.6 — La protezione di chi segnala
Ogni persona che segnala una menzogna, una frode o una colpa nelle istituzioni è protetta contro le ritorsioni.
### 14.7 — Il divieto della menzogna pubblica
Nessun responsabile diffonde consapevolmente un'informazione falsa a nome delle istituzioni. Questa regola si applica ai responsabili pubblici, non alla libera parola dei cittadini.
### 14.8 — Nessuno riscrive la storia
Nessun potere può riscrivere la storia a sua immagine. Gli archivi, gli storici indipendenti e l'insegnamento garantiscono la memoria del paese, compresi i suoi errori.
**Un potere che controlla i fatti controlla il popolo. La verità appartiene a tutti.**
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## ARTICOLO 15 — LE LIBERTÀ E I DIRITTI FONDAMENTALI
### 15.1 — Espressione, informazione e stampa
La libertà di espressione e di informazione è garantita. La stampa è indipendente: nessuna istituzione, nessuna corporazione, nessuna potenza economica detiene un monopolio dell'informazione.
### 15.2 — Vita privata e dati personali
Il cittadino è padrone della sua vita privata e dei suoi dati. Nessuna istituzione sorveglia la vita privata dei cittadini.
### 15.3 — Coscienza, riunione, associazione
Le libertà di coscienza, di riunione e di associazione sono garantite, nel rispetto dei diritti altrui. I cittadini possono riunirsi per discutere della Demosciocrazia, difenderla o criticarla.
### 15.4 — Lavorare, creare, intraprendere, circolare
Ogni cittadino è libero di pensare, di creare, di lavorare, di intraprendere e di spostarsi sull'insieme del paese (articolo 4.5).
### 15.5 — Nessun territorio può revocare un diritto
Nessuna regola di un territorio, di un consiglio o di una camera può sopprimere questi diritti. Sono identici sull'insieme del paese.
**La libertà si ferma dove comincia quella dell'altro. Nessuna istituzione può sopprimerla.**
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## ARTICOLO 16 — L'INTEGRITÀ E LA LOTTA CONTRO LA CAPTAZIONE DEL POTERE
La cupidigia è il primo pericolo del potere. Le regole devono reggere anche quando alcuni cercano di aggirarle.
### 16.1 — Dichiarazione di interessi e di patrimonio
Ogni rappresentante e ogni dirigente dichiara pubblicamente i suoi interessi e il suo patrimonio prima e dopo il suo mandato.
### 16.2 — Ricusazione
Nessuno partecipa a una decisione in una questione in cui ha un interesse personale, familiare o finanziario.
### 16.3 — Arricchimento inspiegato
Ogni arricchimento inspiegato di un rappresentante o di un dirigente è esaminato dall'organo di controllo indipendente. Sono previste sanzioni proporzionate.
### 16.4 — Indipendenza del voto
Nessuno può dare ordini a un rappresentante, minacciarlo o sanzionarlo per il suo voto.
### 16.5 — Regali e influenze
I regali, vantaggi e inviti da parte di persone o di organizzazioni interessate da una decisione sono vietati. Gli incontri con gruppi di interesse sono pubblici.
### 16.6 — Termine prima di un nuovo impiego
Dopo la loro missione, i dirigenti (squadra dirigente, Direttori Generali) non possono, per un certo periodo (per esempio tre anni), lavorare per un'impresa o un organismo che hanno controllato durante la loro funzione.
**Il potere è una missione, mai un mezzo per arricchirsi.**
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## ARTICOLO 17 — LA GIUSTIZIA ORGANIZZATA
Il fondamento 4 annuncia una giustizia indipendente e responsabile. Questo articolo descrive come.
### 17.1 — Giudici reclutati per la loro competenza
I giudici sono reclutati per la loro competenza, la loro esperienza e la loro integrità. Nessun potere politico sceglie da solo un giudice.
### 17.2 — Il Consiglio della Giustizia
Un Consiglio della Giustizia nomina, valuta e, in caso di colpa, sanziona i giudici. È composto in parti uguali da magistrati e da cittadini sorteggiati. Le camere non lo compongono.
### 17.3 — I giurati sorteggiati
Per le cause più gravi, cittadini sorteggiati partecipano al giudizio, come i rappresentanti dei distretti sono i giurati del Consiglio del Territorio.
### 17.4 — Una giustizia di prossimità
Ogni territorio dispone di una giustizia accessibile a tutti. È possibile un appello davanti a una giurisdizione nazionale. L'accesso alla giustizia è gratuito per chi non ne ha i mezzi.
### 17.5 — La Corte della Costituzione
Una Corte della Costituzione verifica che le leggi rispettino la Costituzione e arbitra i conflitti tra il livello nazionale e i territori. I suoi membri sono giuristi e cittadini sorteggiati, per un mandato unico.
### 17.6 — La responsabilità dei giudici
Un giudice rende conto della sua azione. Le decisioni di giustizia sono pubbliche e motivate.
**Nessuno è al di sopra della legge, e coloro che la amministrano non appartengono ad alcun potere.**
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## ARTICOLO 18 — LE DUE CAMERE TRA LORO, E CON IL POPOLO
### 18.1 — Il disaccordo tra le camere
Quando le due camere non si accordano su una legge, una commissione composta in parti uguali da membri delle due camere cerca un testo comune entro un termine fissato (per esempio tre mesi).
Se il disaccordo persiste, la questione è rinviata ai Consigli dei Territori, che si pronunciano. Nessuna camera prevale da sola.
### 18.2 — L'iniziativa dei territori
Una proporzione dei Consigli dei Territori (per esempio un terzo) può chiedere alle camere di riesaminare una legge o di esaminare una proposta. Le camere devono rispondere pubblicamente.
### 18.3 — La consultazione del popolo
Il popolo è consultato direttamente sulle questioni fondamentali: revisione della Costituzione (articolo 24), trattato che modifica profondamente la posizione del paese, grandi riforme decise dalle camere.
**I territori fanno risalire. Le camere decidono. Il popolo risolve le questioni fondamentali.**
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## ARTICOLO 19 — I CITTADINI SORTEGGIATI: FORMAZIONE, ACCOMPAGNAMENTO, PROTEZIONE
Un cittadino sorteggiato non ha scelto la sua missione e non è un professionista della politica. La Demosciocrazia gli deve i mezzi per esercitarla.
### 19.1 — Formazione
Ogni rappresentante riceve, prima dell'entrata in carica, una formazione breve e chiara sul funzionamento delle istituzioni, sul bilancio e sulla lettura degli indicatori.
### 19.2 — Accompagnamento
I rappresentanti dispongono di esperti indipendenti (giuristi, economisti, tecnici) che li aiutano a comprendere i dossier, senza sostituirli né decidere al loro posto.
### 19.3 — Protezione della vita professionale
Durante la sua missione e al suo ritorno, il rappresentante ritrova il suo impiego o la sua attività. È indennizzato per il tempo dedicato (articolo 2.4).
### 19.4 — Sostituzione
Un rappresentante impedito (malattia, forza maggiore) è sostituito per sorteggio tra le persone eleggibili. Il rifiuto di una missione è una questione da decidere da parte degli aderenti.
**La rappresentanza è aperta a tutti. Deve quindi essere possibile per tutti.**
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## ARTICOLO 20 — IL DIGITALE E L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
### 20.1 — Strumenti al servizio dei cittadini
Il digitale e l'intelligenza artificiale sono strumenti. Una decisione che riguarda un cittadino è sempre presa o convalidata da un essere umano responsabile.
### 20.2 — Sistemi aperti e verificabili
I sistemi utilizzati dalle istituzioni (sorteggio, voto, calcolo della dotazione, controllo dei flussi) sono aperti, documentati e controllabili dall'organo indipendente. Ognuno può verificare un sorteggio o un calcolo.
### 20.3 — Sicurezza e sovranità dei dati
I dati pubblici e personali sono protetti, ospitati in condizioni sicure e controllate. Nessuna potenza straniera o privata ne dispone liberamente.
### 20.4 — Nessuna sorveglianza dei cittadini
Il controllo digitale riguarda il denaro pubblico e le istituzioni, mai la vita privata dei cittadini (articoli 12.3 e 15.2).
### 20.5 — Per tutti
Nessun cittadino è escluso da un servizio pubblico perché non è a suo agio con il digitale. Una via non digitale resta sempre disponibile.
**Le macchine servono gli esseri umani. Non li governano.**
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## ARTICOLO 21 — L'AMBIENTE E LE GENERAZIONI FUTURE
### 21.1 — Valutazione
Ogni decisione importante è accompagnata da una valutazione pubblica dei suoi effetti sull'ambiente e sulle generazioni future.
### 21.2 — I limiti del pianeta
Le decisioni rispettano i limiti delle risorse che il pianeta può fornire durevolmente, come previsto dalla filosofia di civiltà.
### 21.3 — Un garante delle generazioni future
Una sezione del Consiglio comune degli indicatori è incaricata di difendere gli interessi delle generazioni future. Può allertare le camere e il popolo.
**Ciò che decidiamo oggi impegna coloro che vivranno dopo di noi.**
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## ARTICOLO 22 — LA SPERIMENTAZIONE E L'ATTUAZIONE
La Demosciocrazia è un prototipo di una nuova era. Non deve essere imposta in un colpo solo.
### 22.1 — Territori pilota
Può essere attuata dapprima in alcuni territori volontari, con un Consiglio di 40 membri, un Direttore Generale e le regole dell'articolo 4.
### 22.2 — Una valutazione pubblica
Ogni anno, i risultati dei territori pilota sono valutati pubblicamente, con le loro difficoltà, i loro errori e i loro successi.
### 22.3 — Un'estensione progressiva
I territori vicini vi aderiscono quando gli aderenti e gli abitanti lo decidono. L'insieme del paese è coinvolto solo dopo queste tappe.
### 22.4 — La reversibilità
Un territorio pilota può tornare alla sua precedente organizzazione se i suoi abitanti lo decidono, senza sanzione.
### 22.5 — Gli altri paesi
Le cifre della Costituzione (distretti, territori, rappresentanti) sono indicate per la Francia. Ogni paese adatta queste cifre alla sua popolazione e alla sua geografia, mantenendo i principi.
**Si sperimenta su piccola scala, si valuta in pubblico, si estende con l'accordo degli abitanti.**
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## ARTICOLO 23 — LE RELAZIONI ESTERNE
### 23.1 — Gli impegni del paese
I trattati e gli impegni importanti del paese sono approvati dalle due camere. Nessun trattato segreto impegna il paese.
### 23.2 — Una squadra che rappresenta il paese
La squadra dirigente rappresenta il paese presso gli altri Stati e conduce la negoziazione, nel quadro fissato dalle camere.
### 23.3 — La stabilità
Gli impegni del paese sono mantenuti al di là del rinnovo delle squadre, affinché il paese resti un partner affidabile (articolo 6.5).
### 23.4 — La difesa
Ogni alleanza militare e ogni decisione di impegnare forze all'estero sono approvate dalle due camere.
**Il paese parla con una sola voce, ma questa voce è stata decisa collettivamente.**
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## ARTICOLO 24 — LA REVISIONE DELLA COSTITUZIONE
La Demosciocrazia non è mai compiuta. Deve poter evolvere senza perdere i suoi principi.
### 24.1 — L'iniziativa
Una revisione può essere proposta dai Consigli dei Territori (per esempio un terzo di essi), dalle due camere, o dagli aderenti secondo l'allegato.
### 24.2 — L'adozione
Una revisione è adottata dalle due camere a maggioranza rafforzata (per esempio due terzi), poi sottoposta alla consultazione del popolo (articolo 18.3).
### 24.3 — I principi intangibili
Alcuni principi non possono essere rivisti, perché sono l'anima della Demosciocrazia:
- il motto Libertà — Uguaglianza — Verità;
- la sovranità del popolo;
- il territorio come base del potere;
- l'uguaglianza tra rappresentanti del popolo e delle corporazioni;
- la rotazione e il divieto di ogni potere permanente;
- la collegialità delle decisioni;
- il controllo permanente di tutti i poteri.
### 24.4 — La revisione dell'articolo 4
L'articolo 4 (autonomia, bilancio ed equilibrio dei territori) sarà rivisto durante sedute collettive, con altre persone, non appena gli aderenti lo decideranno.
**Una Costituzione viva cambia nei suoi dettagli e resta fedele ai suoi principi.**
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# ALLEGATO — GLI ADERENTI DELLA DEMOSCIOCRAZIA
*Questo allegato non riguarda lo Stato, ma il movimento che costruisce la Demosciocrazia. Applica a se stesso i principi che propone.*
1. **Aderire.** Ogni persona che aderisce ai tre principi (Libertà, Uguaglianza, Verità) può diventare aderente.
2. **Discutere.** Gli aderenti discutono liberamente degli articoli, delle proposte e delle decisioni aperte.
3. **Votare.** Una persona equivale a un voto. I voti e i loro risultati sono pubblici, con le ragioni delle scelte.
4. **Decidere collegialmente.** Le decisioni sono prese collettivamente. Il fondatore propone e fa conoscere il testo; gli aderenti risolvono i punti aperti.
5. **Niente senza accordo.** Nessuna proposta, comprese quelle di Claude, entra nella Costituzione senza l'accordo degli aderenti.
6. **Prima la verità.** Ogni modifica è datata, archiviata e motivata. Le versioni successive restano consultabili.
7. **I dati.** I dati personali degli aderenti sono protetti. Servono unicamente alla vita del movimento.
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# PUNTI SOTTOPOSTI AGLI ADERENTI
## A — Le visioni di Claude da accettare, modificare o rifiutare
**Nella Parte I**
1. L'urgenza: delegazione di tre o quattro membri (articolo 1).
2. La durata del Direttore Generale: con un tetto massimo e non rinnovabile (articolo 3).
3. La corporazione: una persona equivale a un voto (articolo 5).
4. Se nessuna squadra raggiunge il 75 %: secondo voto con una soglia più bassa (articolo 6).
5. La durata della squadra dirigente: con un tetto massimo, non rinnovabile, rinnovata per metà (articolo 6).
**Nella Parte II**
6. La verità e l'informazione (articolo 14).
7. Le libertà e i diritti fondamentali (articolo 15).
8. L'integrità e la lotta contro la captazione del potere (articolo 16).
9. La giustizia organizzata (articolo 17).
10. Il disaccordo tra le camere, l'iniziativa dei territori, la consultazione del popolo (articolo 18).
11. I cittadini sorteggiati: formazione, accompagnamento, protezione (articolo 19).
12. Il digitale e l'intelligenza artificiale (articolo 20).
13. L'ambiente e le generazioni future (articolo 21).
14. La sperimentazione e l'attuazione (articolo 22).
15. Le relazioni esterne (articolo 23).
16. La revisione della Costituzione e i principi intangibili (articolo 24).
## B — Decisioni aperte
**Territorio e consigli**
1. Maggioranza semplice o rafforzata per le decisioni gravi?
2. Articolo 4.1: che cosa significa «bilancio identico»? Una regola comune di calcolo, o una somma uguale?
3. La parola «distretto» o «contea» per l'unità di base?
4. Il sorteggio dei rappresentanti verso le camere (articolo 3.6): il testo del sito diceva «designa tra i suoi membri», la precisazione del sorteggio viene dal fondatore. Occorre sorteggiare tra i 20 di ciascun gruppo, come scritto?
**Camere**
5. Come si organizza la sovrapposizione nel rinnovo annuale delle camere?
6. Composizione e regole del Consiglio comune degli indicatori.
7. Chi conta come corporazione: un artigiano singolo, un'impresa, un sindacato?
**Squadra dirigente**
8. Quattro o cinque squadre selezionate dal popolo?
9. Quante persone nella squadra dirigente: 24, o un altro numero?
10. Durata della squadra: da cinque a dieci anni, o con un tetto massimo?
11. Soglia di revoca della squadra dirigente.
**Giustizia e difesa**
12. Organizzazione della giustizia (articolo 17).
13. Quali missioni rientrano nel livello nazionale, e quali restano ai territori?
**Lavoro e proprietà**
14. Il contenuto delle leggi sul lavoro e sulla proprietà (ripartizione del profitto, azionariato, patrimoni, finanziamento senza mercati finanziari) resta da scrivere.